Il Papa: fare teologia insieme per disinnescare logiche di rassegnazione e indifferenza
Nell’udienza alla Facoltà Teologica Pugliese e all’Istituto Teologico di Calabria, il Pontefice rimarca che “la fede dev’essere annunciata e inculturata”. Dalla teologia scaturisca “un impegno ecclesiale più incarnato nel territorio”, in Calabria e in Puglia “la crisi del lavoro, il fenomeno dell’emigrazione e tutte quelle forme di oppressione, di schiavitù e di ingiustizia” chiedono “una coscienza nuova e un impegno audace da parte di tutti”
Tiziana Campisi – Città del Vaticano
“La teologia serve per l’annuncio del Vangelo”, per questo “è parte integrante e fondamentale della missione della Chiesa”. Leone XIV lo spiega nel discorso rivolto oggi, 2 marzo, alle comunità della Facoltà Teologica Pugliese e dell’Istituto Teologico di Calabria ricevute in udienza nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, sottolineando che “la formazione teologica” è “una chiamata rivolta a tutti”, non “un destino per pochi specialisti”. È necessaria per “approfondire il mistero della fede e ricevere gli strumenti utili a portare avanti con passione il «perseverante impegno di mediazione culturale e sociale” della Buona Novella. Chiede una teologia incarnata il Vescovo di Roma, che offra uno sguardo più ampio sulla realtà sociale.
La formazione teologica contribuisce a generare un pensiero critico e profetico, rappresentando un investimento culturale per il futuro in grado di disinnescare le logiche della rassegnazione e dell’indifferenza.

