I “trenta denari” di oggi: il monito del Mercoledì Santo
L’ambiguità della messianicità non è solo un reperto storico del passato, ma una tensione che abita ancora oggi il cuore dell’uomo e della Chiesa. Al centro del Mercoledì Santo, la figura di Giuda Iscariota ci interroga su un bivio fondamentale: seguire un progetto di autoliberazione o accogliere una salvezza che passa per il dono di sé.
Tutto nasce da una domanda cruciale: “La gente, chi dice che io sia?“. È nel momento in cui Pietro riconosce Gesù come il Messia che si apre un drammatico doppio piano. Per i discepoli, il Messia era il liberatore politico, colui che avrebbe restaurato l’antica dinastia davidica, un re potente che non poteva conoscere la sconfitta, il maltrattamento o la morte. Per Gesù, invece, la messianicità era il progetto d’amore consegnatogli dal Padre: una passione per l’umanità che passa necessariamente attraverso il sacrificio.
In questa settimana pasquale, vediamo Gesù camminare sul filo del rasoio. Da un lato c’è l’entusiasmo della folla a Gerusalemme, che sogna un’intronizzazione regale; dall’altro la chiarezza di Cristo, che annuncia una gloria di tipo diverso…
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