Arcidiocesi

  • on 21 Aprile 2020

MONSIGNOR MICHELE ROTUNDO A 20 ANNI DALLA MORTE

Il 20 aprile ricorreva la scomparsa di Mons. Michele Rotundo, testimone illustre della Chiesa lucana lungo il secolo scorso. Venti anni sono passati da quel Giovedì Santo dell’Anno giubilare 2000 in cui il sacerdote e teologo si spense dopo una malattia affrontata con serenità e pazienza.

Nato nel 1913 a Sasso di Castalda come il cugino don Giuseppe De Luca, si formò alla prestigiosa Facoltà di Teologia dei Gesuiti di Napoli e ricevette l’ordinazione sacerdotale dalle mani di Augusto Bertazzoni, che dal 1930 era Vescovo di Potenza. Don Michele servì con fedeltà e devozione Mons. Bertazzoni, maturando una conoscenza diretta delle sue virtù di santità, di cui avrebbe fornito un’estesa testimonianza al processo di beatificazione che pochi mesi fa, il 3 ottobre 2019, ha portato alla proclamazione della venerabilità del prelato mantovano.

A Bertazzoni prima, ad altri tre Vescovi dopo, Mons. Michele Rotundo offrì la sua tenacia e saggezza: consigliere lucido nel governo della diocesi, predicatore ispirato nell’apologia della fede, benefattore discreto della comunità civile, che servì non solo come pastore di anime, ma anche come amministratore dell’Ospedale San Carlo e come docente, prima di latino e greco, poi di religione, per intere generazioni di allievi del Liceo Classico di Potenza. 

Figura austera dai modi gentili e dal carattere schivo, Mons. Michele Rotundo fu sacerdote di rara levatura culturale, difensore intransigente della fede e conoscitore acuto dei cuori, che conservano ancora l’impronta discreta del suo passaggio.

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