Arcidiocesi

  • on 26 Agosto 2019

HAPPENING DEI GIOVANI A MATERDOMINI

SIAMO SOGNI E DESIDERI E POSSIAMO ESSERE SANTI

Settembre è da sempre il mese del cambiamento, un mese di transito, di bilanci e nuovi inizi. Settembre profuma di libri appena stampati e da studiare. Settembre ha il sapore del ritorno, ritorno a scuola o a lavoro, ritorno alla regolarità quotidiana lasciandosi alle spalle quel piacevole ritmo vacanziero. Settembre, con la fine dell’estate, non si porta solo via una stagione con ombrelloni costumi e infradito compresi, ma anche una parte di noi e ci invita a stabilire nuovi propositi e nuove intenzioni. E sono state proprio queste buone intenzioni che i giovani provenienti dalla diocesi di Potenza hanno portato con sé affidandole alla benedizione di San Gerardo Maiella, durante la terza edizione dell’happening dei giovani che si è tenuto a Materdomini mercoledì 4 settembre 2019. Come da tradizione la mattinata si è aperta con un momento di festa e accoglienza animato dal gruppo di Avigliano. Successivamente, in attesa dell’arrivo di Don Michele Falabretti, responsabile del servizio nazionale di Pastorale Giovanile, Don Carmine ha proposto un momento di testimonianza speciale. Ha infatti invitato una signora, che ha partecipato all’incontro con i suoi 3 figli, a condividere con i giovani presenti la sua esperienza di mamma. Una storia dal forte impatto emotivo ma soprattutto testimonianza concreta che l’amore di Dio è infinito: se chiedi avrai, ma allo stesso tempo quando è Lui a chiedere a te, tu devi saper ascoltare e rispondere. Una mamma che ha desiderato fortemente i suoi figli e che grazie all’adozione sono finalmente arrivati; una mamma che si è sentita chiamata ad essere la mamma di una bambina dalla storia particolare e per la quale i medici davano poche speranze di ripresa e che invece grazie all’amore di una famiglia e grazie alla fede, sta crescendo facendo grandi progressi. Le parole di questa madre hanno toccato il cuore di tutti lasciando riflettere sulla bellezza e importanza del dono della vita, dono di Dio, il quale è sempre lì accanto a noi a farci sentire la sua presenza e forza, bisogna solo attendere e avere fede. 

Dopo questo momento forte e commovente, l’attenzione dei ragazzi si è concentrata sul discorso di Don Michele che li ha invitati a riflettere, al termine di questa esperienza e tornando a casa, sui loro sogni e i loro desideri, affinché questa giornata non sia fine a sé stessa, non sia una semplice gita fuori porta o un obbligo compiuto perché richiesto dal proprio parroco, bensì diventi un tempo importante per ciascuno di loro, l’inizio di una riflessione profonda su sé stessi e sulla loro vita. Ciascuno di noi è fatto di bisogni ma anche e soprattutto di sogni, di desideri, che poi è ciò che ci differenzia dagli animali. La vita stessa non è altro che il compimento di un desiderio di giovinezza. Desiderio, dal latino de- sidus, qualcosa che scende dal cielo, dalle stelle, qualcosa di grande. Tutti i desideri sono legittimi, la differenza sta nel modo in cui si sceglie di raggiungere quel desiderio, che diventa poi il modo in cui si sceglie di vivere la propria vita. Di modi ce ne sono tanti, di strade ce ne sono infinite ma un solo navigatore è in grado di orientarci su quella giusta. Quel navigatore è Dio, l’unico in grado di aiutarci a proseguire anche quando troviamo la strada sbarrata per i lavori in corso. La vita non è semplice e gli ostacoli sono tanti, ma se si è indirizzati dalla giusta guida tutto diventa raggiungibile. Se la si vede in questo modo, dunque, tutti i desideri e tutte le diversità vocazionali si raccolgono nell’unica e universale chiamata alla santità. Solo a partire dall’unica vocazione alla santità si possono articolare le differenti forme di vita. Tutti siamo chiamati a diventare Santi, lì dove siamo, nella nostra quotidianità. Anche il Vescovo S.E. mons. Salvatore Ligorio ha ripreso questo concetto durante l’omelia. Parole che hanno acquistato un significato ancora più profondo se si pensa che ci si trovava dinanzi la tomba di san Gerardo, il quale lasciò casa dicendo appunto “Vado a farmi Santo”. Ma come i giovani possono essere santi? Denunciando tutto ciò che del mondo degli adulti non va bene, tutto ciò che gli sta togliendo un futuro, e si pensi alla crisi sociale e ambientale della nostra epoca. Sempre di più i giovani stanno prendendo a cuore la causa dell’eco sostenibilità, della lotta al razzismo e alle discriminazioni. Non servono grandi cose per essere santi, si parte dal piccolo e dal quotidiano. Si parte dalle scelte di vita, dagli studi, le scelte universitarie. Tutte queste intenzioni che i giovani hanno portato con sé in questa giornata, sono state benedette e affidate alla protezione di San Gerardo, nell’augurio di vivere un sereno e proficuo anno scolastico e lavorativo.

MariaCappa

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