Arcidiocesi

  • on 17 Settembre 2019

CONVEGNO DIOCESANO A TITO

21 SETTEMBRE

Una presenza media di oltre 500 persone per ognuno dei tre giorni con i quali la Chiesa diocesana di Potenza – Muro Lucano – Marsico Nuovo si è ritrovata a Tito per dare inizio al nuovo anno pastorale. Dopo le relazioni dell’Arcivescovo monsignor Bruno Forte e del professor Giuseppe Savagnone, tenutesi nell’auditorium del centro Cecilia, la giornata conclusiva, nella quale è stato consegnato il ‘mandato’ ai catechisti delle 60 parrocchie della Diocesi, l’Arcivescovo monsignor Salvatore Ligorio ha tenuto un intervento conclusivo, per fare sintesi rispetto ai molti stimoli ricevuti, e aprire prospettive di servizio e crescita comune, nell’anno che ci si appresta a cominciare.

Omelia mandato operatori pastorali
Relazione conclusiva dell’Arcivescovo

20 SETTEMBRE

Il secondo giorno del convegno si è aperta con la preghiera comunitaria. Poi la parola è passata al professor Giuseppe Savagnone, direttore dell’ufficio diocesano della Cultura dell’arcidiocesi di Palermo. 

Quella che segue è una breve sintesi del suo intervento.
Il file audio completo lo potete scaricare da questo link (sarà disponibile per un mese)

«Il cristianesimo – ha detto – oggi non è più scandalo. Dobbiamo essere realisti. Oggi la gente sbadiglia e si annoia quando annunciamo i grandi misteri. E anche noi tendiamo a dire “sono sempre le stesse cose”. E ha aggiunto: «L’epoca che viviamo noi, è quella in cui le certezze sono svanite. E’ senza più ideologia. Ha paura di ciò che può succedere. E’ un’epoca sbandata. Ma proprio questa la rende più aperta. E’ qui che trovo le tracce della presenza di Dio». Savagnone porta a esempio lo psicanalista Recalcati che nei suoi libri testimonia l’importanza della preghiera, nonostante lui non sia cristiano. Ci sono persone che non riescono ad avvicinarsi a Cristo, «la colpa è anche nostra. L’ostacolo principale per queste persone siamo noi, “La Chiesa”. Pertanto dobbiamo essere capaci di seguire il dinamismo del tempo. Fare quello che fin dall’inizio è stata la legge del Cristianesimo: la Pentecoste». Oggi, ha ripreso, «urge ritradurre e rendere accessibile agli altri e a noi stessi la “Parola di Dio” in un modo nuovo, essenziale». Recuperare l’essenziale è dunque di primaria importanza per Savagnone. «Il messaggio della Chiesa riguarda l’uomo nella sua interezza pertanto non si può ridurlo ad aborto, eutanasia, rapporti prematrimoniali. Battaglie giuste certamente, che scaturiscono dall’essenziale, ma che non sono l’essenziale. L’essenziale è l’annuncio di salvezza e riguarda la fede, non la morale». E ha aggiunto: «Gesù nei Vangeli non ha mai parlato di aborto, ma è andato all’essenziale, cioè alla fede. Pertanto bisogna riscoprire l’essenziale anche della morale». «Il Vangelo è sempre lo stesso ma è lo Spirito che ci insegnerà cosa Gesù ha detto veramente. Siamo chiamati a vivere in una continua novità e ad andare verso qualcosa di ignoto. La Chiesa deve aprirsi al nuovo, non si deve adeguare alla storia, ma deve ascoltare le voci, le accuse, le sollecitazioni che provengono dalla società». Pertanto: «Abbiamo bisogno di credere in un Dio che fa esistere le cose che ancora non esistono». Savagnone ha sostenuto che dobbiamo essere: «Una Chiesa che non ha paura di domande e di mettersi alla ricerca. Non si arriva a Gesù dalle risposte. Il Vangelo deve essere la risposta alle domande. Gesù costringeva gli altri ad interrogarsi. I nostri catechismi sono costruiti in funzione delle risposte. Una Chiesa delle domande è una Chiesa della ricerca». «La Chiesa – ha concluso – deve essere il luogo dove si cerca la verità, dove si riflette e dove si fa cultura».

19 SETTEMBRE

“Chiesa di Dio che è in Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, va’ dai tuoi fratelli e annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ha avuto per te”. E’ questo l’invito che risuona nelle parole dell’arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsiconuovo Mons. Salvatore Ligorio, nella sua relazione introduttiva al Convegno diocesano che per tre giorni vede la comunità ecclesiale diocesana pregare e dialogare. Un convegno che come ha ricordato l’arcivescovo punta a far riscoprire la dimensione ecclesiale della fede per comprendere e sperimentare che nella Chiesa “siamo membra gli uni degli altri” (Rom 12, 5)”. Questo, ha aggiunto: “è uno degli inderogabili punti fermi della nostra vocazione cristiana e della missione che il Signore ci ha affidato. Nutrirci dell’amore di Dio e testimoniarlo al mondo, è questo ciò che siamo chiamati ad esprimere come Chiesa”.

Materiali

Relazione introduttiva dell’arcivescovo
Relazione di Monsignor Bruno Forte
Scarica il file audio della relazione di Mons. Bruno Forte (il file sarà disponibile per un mese)

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