Arcidiocesi

  • on 1 Novembre 2019

INAUGURATO IL NUOVO COMPLESSO PARROCCHIALE DI SANTA CHIARA

Una vela spiegata su Malvaccaro. Questa l’immagine con la quale don Giuseppe Ferraiulo ha decritto l’architettura della chiesa nella quale ha ufficialmente aperto il suo servizio nella nuova parrocchia di Santa Chiara, al termine della messa concelebrata dai sacerdoti del capoluogo e presieduta dall’arcivescovo monsignor Salvatore Ligorio, a cui ha partecipato anche l’arcivescovo emerito Mons. Agostino Superbo.
Ad aprire il pomeriggio l’inagurazione del complesso edilizio, chiesa, canonica e locali parrocchiali, che sorgono su un’altura che domina piazza Albino Pierro e dalla quale si può osservare l’intera città. Un’opera che ha visto completa sinergia tra l’ufficio dell’economato e l’ufficio tecnico. L’ingegner Maurizio Tolve ha presentato l’intervento che ha consentito alle centinaia di fedeli accorsi per l’apertura dell’edificio sacro di partecipare a una giornata molto importante per la nuova comunità parrocchiale. «Con fondi rinvenienti dall’8 per mille, complessivamete 3,2 milioni di euro, senza nessun incidente sul cantiere durante i lavori e senza contrarre alcun debito o mutuo, quindi pagando per intero tutte le spese che l’intervento ha comportato, abbiamo completato un’opera che, dalla copertura in legno lamellare, ai riscaldamenti a pavimento, ai sottoservizi nella strada d’accesso, ha utilizzato tecnologie d’avanguardia, realizzando lavori che ci hanno consentito di consegnare un edificio, con più corpi, in grado di ospitare al meglio i fedeli che frequenteranno questa parrocchia» ha spiegato Tolve. A seguire i riti d’ingresso nella nuova chiesa, con benedizione e simbolico taglio del nastro e infine la celebrazione solenne, con benedizione dell’Altare e i diversi momenti di un rito che ha previsto, tra l’altro, anche la consegna delle chiavi del tabernacolo e la lettura dei documenti che ufficializzano la decisione della Curia potentina di affidare la nuova parrocchia a don Giuseppe. Una chiesa che dall’esterno appare in effetti come la vela di una imbarcazione e che, nel bianco che contraddistingue facciata interna ed esterna delle pareti perimetrali, trova un filo conduttore di luce che la collega alla Santa cui è dedicata. E una reliquia di Santa Chiara, mostrata da don Giuseppe alla fine della celebrazione, andrà a essere inserita nell’altare in pietra che si andrà a realizzare, al centro del presbiterio. Di forma irregolare, ma con spazi ordinati e funzionali, nella struttura, oltre alle vetrate laterali di un’aula liturgica di oltre 400 metri quadrati, di particolare impatto visivo un rosone sulla facciata principale, affincata dal campanile e una finestra di grandi dimensioni che sovrasta il portone d’ingresso e attraverso la quale entra ed esce una luce che pone in un ideale collegamento la chiesa con l’intera città, E questo voler essere concretamente parte della comunità diocesana è stato rimarcato con forza da don Giuseppe Ferraiulo durante la recita delle formule di rito, così come nel suo commento di presentazione e ringraziamento finali, anticipati da un breve saluto del presidente del Consiglio comunale, Francesco Cannizzaro e di una rappresentante della nuova comunità parrocchiale. «La firma di uno solo rimane tale, ma quando a firmare un’iniziativa come questa c’è tutta la comunità, quella firma è di Cristo, e a noi è assegnato il compito di incarnarla profondamente nella realtà nella quale siamo chiamati a operare, portando nel cuore due immagini simbolo di Santa Chiara (riportate sul libretto della celebrazione ndr.), quella di una Santa innestata nel Signore e quella di chi si pone a servizio delle sorelle, e quindi di tutti».

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