Arcidiocesi

  • on 13 Aprile 2019

LETTERA ALL’AZIONE CATTOLICA

Carissimi, in questa seconda lettera all’Azione Cattolica Diocesana, che fa seguito a quella inviata dall’Assistente Unitario, vorrei soffermarmi con voi sul ruolo dell’educatore.
All’interno dell’associazione, la Scuola Diocesana di formazione degli Educatori, si è rivelata essere uno strumento utile a creare relazioni, a mettere in rete le tante risorse delle nostre comunità parrocchiali, a indicare limiti e difficoltà per poi tracciare prospettive che attingono al patrimonio comune.
Il progetto formativo “Perché sia formato Cristo in voi” ci fornisce una saggia e completa linea di impegno e di verifica.
Possiamo tracciare un vero e proprio identikit per il quale l’educatore di AC:

– È un testimone della fede che comunica, della Chiesa di cui è parte, dell’associazione cui aderisce. Per questo è impegnato ad avere cura della propria fede, a crescere insieme alle persone che gli sono affidate. Egli vive con intensità il cammino della sua comunità ecclesiale e ha fatto dell’Azione Cattolica una scelta motivata e decisa.

– Ha compiuto un personale cammino di fede e ha operato scelte importanti: di vita, di studio, di professione. La sua credibilità passa attraverso un’esperienza che personalmente vive con convinzione e con consapevolezza.

– È parte viva di una comunità e di un’associazione, che esprime attraverso di lui la propria responsabilità educativa. Non si è educatori in proprio né in forma solitaria, bensì sentendosi espressione e parte di un’esperienza comunitaria più grande che aiuta e sostiene e davanti alla quale si è responsabili. – Sta in ascolto dello Spirito, perché crede che sia Lui il regista dell’azione educativa. Di essa l’educatore è testimone; per la sua efficacia, crea le condizioni adatte.

– È capace di relazioni discrete e propositive: discrete, perché non si sostituisce allo Spirito e alla responsabilità di chi deve compiere le proprie scelte di maturità; propositive, perché la libertà delle persone è suscitata anche dal fascino di stili di vita belli e attraenti e al tempo stesso indicati come possibili dalla testimonianza di chi ha già compiuto una parte di cammino.

– Ha scelto il servizio educativo non come un impegno fra tanti, ma come un’esperienza che coinvolge in maniera forte la sua vita, come risposta a una chiamata al servizio della crescita dei propri fratelli, perché educare è un’esperienza affascinante e bella.

A questo tendiamo, per questo crediamo nel percorso formativo dell’Azione Cattolica, da qui ripartiamo per l’annuncio credente nell’intelligenza della fede.

Fraternamente in Cristo,

don Gerardo Cerbasi
Assistente diocesano ACR e Giovani

 

Leggi l’altra lettera

 

 

 

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