Arcidiocesi

  • on 2 Dicembre 2019

CUSTODIA DEL CREATO, CONVEGNO A MATERA

A Matera, presso il salone della parrocchia di San Giacomo, gremito di volti noti ma anche di tanti curiosi, venerdì scorso 8 novembre, le Chiese diocesane di Basilicata hanno vissuto la XIV Giornata Nazionale per la Custodia del Creato

Attraverso un seminario moderato da Don Filippo Lombardi, direttore regionale dell’Ufficio di Pastorale per i problemi Sociali e il Lavoro (PSL), ed un momento celebrativo ecumenico, si è voluto dare vita ad un’esperienza di Chiesa capace di dialogare con le Istituzioni ed il mondo accademico per imparare “a guardare alla biodiversità, per prendercene cura. Un’occasione per conoscere e comprendere quella realtà fragile e preziosa della biodiversità, di cui anche la nostra amata Basilicata, è così ricca.” (cfr. CEI- Uffici Pastorale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace, e dell’Ecumenismo e il dialogo, Messaggio per la 14° Giornata Nazionale per la Custodia del Creato, 2019)

Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Vescovo delegato per i problemi sociali e il lavoro e la salvaguardia del Creato della regione Basilicata, ci ha introdotti al tema attraverso una disamina delle principali problematiche ambientali che affliggono la terra di Basilicata.

La dott.ssa Simona Loperte, direttrice dell’Ufficio di PSL della nostra Arcidiocesi, ha illustrato ai presenti la nuova visione della “Laudato sì”(Ls). Enciclica presentata da Papa Francesco nel 2015, in cui viene presentato il paradigma relazionale dell’Ecologia integrale,quale “articolazione fondamentale dei legami che rendono possibile un vero sviluppo umano. Gli esseri umani fanno parte di ecosistemi che facilitano le relazioni che donano vita al nostro pianeta, per cui la cura di tali ecosistemi è essenziale. Ed è fondamentale sia per promuovere la dignità della persona umana e il bene comune della società, sia per la tutela dell’ambiente”. (Instrumentum Laboris n. 48, Documento di preparazione al Sinodo per l’Amazzonia, 2019) “Tutto è in relazione” (Ls, n. 70), tutto è interconnesso e “tutti i problemi sono riconducibili ad un’antropologia distorta e bulimica, che genera un rapporto squilibrato dell’uomo contemporaneo con se stesso, i propri simili, la natura e la tecnologia” (Becchetti L., L’ambiente non vuole risse, Avvenire del 6 novembre 2019). “Non ci sono due crisi separate, una ambientale e una sociale” (Ls, n.139). Le soluzioni possibili richiedono “un approccio integrale per lottare contro la povertà, per restituire la dignità agli uomini e, al contempo, per preservare la natura” (cfr. Ls, n.139). 

“La cura degli ecosistemi richiede uno sguardo che vada aldilà dell’immediato, perché quando si cerca solo un profitto economico rapido e facile, a nessuno interessa veramente la loro preservazione. Ma il costo dei danni provocati dall’incuria egoistica è di gran lunga più elevato del beneficio economico che si può ottenere” (Ls, n. 36). Lo abbiamo appreso molto bene dall’intervento del Prof. Severino Romano, Ordinario di Economia Ambientale dell’Università degli Studi della Basilicata. Nel caso della perdita o del serio danneggiamento di alcune specie, il killer silenzioso come l’ha definito Cristiana Pasca Palmer, direttore esecutivo della Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica “stiamo parlando di valori che eccedono qualunque calcolo. Per questo, possiamo essere testimoni muti di gravissime inequità quando si pretende di ottenere importanti benefici facendo pagare al resto dell’umanità , presente e futura, gli altissimi costi del degrado ambientale.” (Ls, n.36

“Ogni territorio ha una responsabilità nella cura di questa famiglia, per cui dovrebbe fare un accurato inventario delle specie, in vista di sviluppare programmi e strategie di protezione, curando con particolare attenzione le specie in via di estinzione.” (Ls, n. 42) E’ necessario ripristinare e mantenere gli ecosistemi ed i relativi servizi, così come incrementare il contributo dell’agricoltura e della silvicoltura al mantenimento e al rafforzamento della biodiversità.( Commissione Europea, Strategia dell’UE per la biodiversità fino al 2020, 2011)

“Si rende indispensabile curare un sistema normativo che includa limiti inviolabili e assicuri la protezione degli ecosistemi, prima che le nuove forme di potere derivate dal paradigma tecno-economico finiscano per distruggere non solo la politica ma anche la libertà e la giustizia.” (Ls, n. 53) E’ ciò che il Dipartimento Ambiente della Regione Basilicata sta realizzando al fine di implementare azioni concrete volte alla tutela della Biodiversità.

L’assessore regionale all’Ambiente dott. Gianni Rosa ci ha, infatti, illustrato le attività di pianificazione e programmazione per il consolidamento e l’espansione della Rete Natura 2000 Basilicata, capaci di indirizzare risorse nazionali ed europee per l’individuazione di azioni prioritarie per la tutela di specie e di habitat di interesse comunitario. L’istituzione di quattro nuovi Siti di Interesse Comunitario e di un sito a mare, nonché la realizzazione di progetti di valorizzazione, tutela e ripristino ambientale per la buona amministrazione di tali siti, mediante l’uso efficiente delle risorse. La pianificazione e la gestione delle numerose Aree Protette della regione e l’elaborazione del Piano Paesaggistico della Regione Basilicata, che rappresenta un fondamentale strumento di pianificazione, programmazione e tutela della biodiversità sottesa ad una buona qualità del paesaggio. 

Mons. Salvatore Ligorio, Presidente della Conferenza Episcopale di Basilicata ha, infine, sottolineato che “la sfida per tutti noi, comunità cristiana, è quella di interpretare alla luce dello Spirito Santo i segni dei tempi e individuare il cammino da seguire a servizio del disegno di Dio.” (cfr. Vatican News, #SinodoAmazonico. Il Documento finale: Chiesa alleata dell’Amazzonia, 2019)

“Ora, una crisi globale, domanda una visione e un approccio globale, che passa anzitutto per una rinascita spirituale nel senso più nobile del termine. Paradossalmente, i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità, potrebbero diventare un’opportunità per porci le domande di fondo sul mistero dell’essere creato e su ciò per cui vale la pena vivere. Ciò porterebbe ad una profonda revisione dei nostri modelli culturali ed economici, per una crescita nella giustizia e nella condivisione, nella riscoperta del valore di ogni persona, nell’impegno perché chi oggi è ai margini possa essere incluso e chi verrà domani possa ancora godere della bellezza del nostro mondo, che è e rimarrà un dono offerto alla nostra libertà e alla nostra responsabilità!” (Papa Francesco, Nostra Madre Terra. Una lettura cristiana della sfida dell’ambiente, ed. Lev, 2019)

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