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A IZNIK (NICEA) PER I 1700 ANNI DEL CONCILIO: L’ARCIVESCOVO CARBONARO RAPPRESENTA LA CEI ALL’INCONTRO ECUMENICO

L’Arcivescovo di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo e Presidente della Conferenza Episcopale di Basilicata, mons. Davide Carbonaro, ha rappresentato i vescovi italiani al grande incontro ecumenico svoltosi a Iznik, l’antica Nicea, nel cuore della Turchia, in occasione dei 1700 anni dal primo Concilio ecumenico. Una presenza significativa, che si è intrecciata con i momenti celebrativi presieduti da Papa Leone XIV, dal patriarca ecumenico Bartolomeo e dai responsabili delle diverse Chiese cristiane.

La celebrazione a Nicea si è svolta tra i resti della Basilica di San Neofito. Dopo l’ascolto della Parola e i saluti delle delegazioni, l’assemblea si è raccolta proprio attorno a quel nucleo essenziale dell’identità cristiana. «Nicea – ha ricordato mons. Carbonaro nell’intervista ad Avvenire – è da 1.700 anni una profezia di unità per un mondo lacerato».

Il viaggio dell’Arcivescovo è proseguito a Istanbul, dove ha concelebrato i Primi Vespri dell’Avvento nella Messa presieduta dal Papa alla Volkswagen Arena, davanti a oltre quattromila fedeli provenienti da tutta la Turchia. Al fianco del Pontefice erano presenti il patriarca Bartolomeo e i rappresentanti delle Chiese ortodosse e orientali, in un gesto di comunione che ha riaffermato la scelta comune di custodire e testimoniare la fede professata a Nicea.

La visita si è conclusa al Fanar, sede del Patriarcato ecumenico. Lì, durante la Divina Liturgia della festa di Sant’Andrea, le parole del Credo hanno risuonato in greco, la lingua dei Padri: un ritorno alle sorgenti, dove – come ha sottolineato l’Arcivescovo – «l’ecumenismo nasce dal celebrare insieme il mistero della nostra fede, uniti a Colui che si è unito alla nostra carne». Un gesto di fraternità che, a 17 secoli dal primo Concilio ecumenico, continua a indicare la strada verso l’unità dei cristiani.

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