• on 13 aprile 2018

LA FORMAZIONE DEI CATECHISTI E LA GIOIA DELL’ANNUNCIO

Papa Francesco ha espresso chiaramente nella sua prima esortazione apostolica “Evangelii gaudium” i due più grossi problemi che riguardano i catechisti di oggi per le nostre parrocchie: “è diventato molto difficile trovare catechisti preparati per le parrocchie e che perseverino nel loro compito per diversi anni” (n. 81).

Quindi, preparazione e perseveranza! Potremmo dire che il primo aspetto riguarda la formazione intellettuale, mentre il secondo riguarda la formazione morale. Ed entrambi sono strettamente connessi, dato il supposto unitario nell’antropologia cristiana.

Su entrambi i fronti, i parroci cercano di trovare il giusto equilibrio sia nella formazione metodologica e contenutistica, sia nel coinvolgere e nel rendere partecipi i catechisti in quello che è un vero ministero ecclesiale, che sempre più deve essere sostenuto e accompagnato.

E se “tutta la formazione cristiana è prima di tutto l’approfondimento del kerygma” (EG 165), allora occorre considerare globalmente la persona che viene formata attraverso un certo odine di idee essenziali: filosofico, biblico, liturgico, teologale, canonistico, pastorale, didattico. Il punto di partenza e il punto di arrivo sarà, pertanto, la convergenza nel Cristianesimo, inteso principalmente come Mistero di Cristo, che accoglie il mistero dell’uomo e lo conduce alla sua piena realizzazione e manifestazione nell’Unione mistico-sacramentale con Dio.

Tra le tante proposte, mi permetto di suggerire una delle ultime pubblicazioni che può dare un valido aiuto ai due problemi sopra analizzati: Vito Serritella, La formazione del catechista ”secondo l’ordine delle idee”, Aracne, 2018.

Don Mario Gioia
Direttore dell’Ufficio catechistico della Diocesi di Potenza – Muro L. – Marsico N.

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"Et Verbum caro factum est"Gv 1,14