Arcidiocesi

  • on 29 ottobre 2018

VEGLIA MISSIONARIA CON I GIOVANI

“Ci vediamo alle 19.30 alle scale mobili e saliamo tutti insieme” il mio messaggio nel gruppo dei ragazzi… Seguito da una serie di “ok” e faccine che mandano baci… Perché è così che i ragazzi manifestano il loro volerci essere…ed essere felici di esserci…

E così la nostra veglia comincia proprio nel ritrovarci insieme e nel metterci in cammino per incontrare qualcuno…ascoltare una voce…pregare…e poi ci aspetta la nostra ormai familiare “pizza e gassosa” di don Carmine!

Li guardo i ragazzi mentre giocano sulle scale mobili, mentre ridono…sono bellissimi…si vede il loro desiderio e la gioia autentica di stare insieme. Loro sanno che anche questa sarà una bella esperienza perché sono insieme a viverla…

Dobbiamo attraversare via Pretoria che è gremita di gente, di uomini e donne, di ragazzi e ragazze, di bambini e nonni che approfittano del sabato per fare una passeggiata… Seguiamo il flusso di gente, mantenendo lo sguardo gli uni sugli altri per non disperderci… E arriviamo alla cattedrale! Entriamo e subito ci sentiamo a casa… I ragazzi salutano la Madonna e chiedono dove possono sedersi… Don Carmine ci invita a sederci avanti, anche a terra se fosse necessario… Si prenderanno delle sedie e formeranno un semicerchio ai piedi dell’altare…

“Non ho paura, dirigi tu i miei passi…” è il canto che ci introduce alla preghiera… Vengono portati all’altare una bisaccia (quella del cammino!) simbolo del senso di avventura e libertà dei giovani, una chitarra, che rappresenta l’amore per la musica, un tablet, la passione per la tecnologia, e un pallone che rappresenta il gioco e la capacità di stare insieme… Vengono posti questi simboli ai piedi di un mondo che irradia fasce colorate, simbolo della missione e di una chiesa che deve essere rivolta e aperta a tutti e ad ognuno…Il cuore è in attesa… E ogni minuto si riempie di senso…

Il volto sorridente di padre Pino Puglisi fa da sfondo… Ed ecco che con un accento meravigliosamente siciliano, Maurizio Artale comincia a raccontare una storia, la storia di 3 P. Un prete semplice. Il suo coraggio di non cedere alla prepotenza della mafia. Il suo riprendersi le parole che ci appartengono. I suoi sogni e la sua fiducia nella Provvidenza.

Ogni parola pronunciata da Maurizio con il cuore prima che con la bocca, mi arriva dritta come una lancia che squarcia dentro e che non può lasciarmi indifferente… Si, perché ascoltare una testimonianza non deve solo servire a dire “che bello” ma deve far venire il desiderio di diventar santi, scegliere una strada che ci porti a Dio… Ascoltare di padre Pino mi ha fatto riflettere sulla responsabilità che abbiamo di curare i nostri giovani, di guardarli, di sorridere e di cercare insieme le risposte (magari nascoste dentro qualche libro!)… Padre Pino Puglisi ha sottratto manovalanza alla mafia: una volta un bambino portato in Svizzera esclamò meravigliato: “quante stelle ci sono in Svizzera”…non le conosceva perché a Brancaccio, a Palermo aveva sempre lo sguardo impegnato a guardare nelle macchine, tra la gente per poter rubare e portare qualche soldo a casa perché il padre lo minacciava.

Poi la testimonianza di un detenuto: “Gesù è paziente” “Ho capito! Ho capito!”. Sorrido nel pensare che un detenuto omicida possa aver gridato queste parole davanti ad altri detenuti allibiti…eppure è così che accade quando la Grazia ti tocca… improvvisamente ciò che era oscuro appare chiaro e ciò che sembrava incomprensibile appare semplice… E il vero miracolo è proprio riuscire ad accettare che siamo amati e che Dio non si stanca di aspettarci…e che si rivela nei posti più impensabili…e nei cuori sui quali nessuno scommetterebbe…

La veglia procede con il segno della vite e i tralci… Poi il mandato del vescovo ai ragazzi…Quanta gioia… Il saluto a Maria con il canto…

Abbiamo mangiato la pizza e bevuto la nostra gassosa…poi di corsa a prendere i piccoli (si è fatto tardissimo!!)…

Arriviamo a casa e scendendo dalla macchina con Irene in braccio che dorme alzo gli occhi al cielo… “Quante stelle ci sono anche nel cielo di Potenza”…e il cuore è grato anche questa sera.

Elena

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