Arcidiocesi

  • on 14 Gennaio 2019

GIOVANI CHE PARTONO “SENZA INDUGIO”

“Partirono senza indugio … il Signore fa sicuri i passi dell’uomo (Salmo 36)” è il tema che abbiamo avuto modo di sviluppare e approfondire nei due giorni di ritiro al santuario di Fonti, il 27 e il 28 Dicembre, a pochi giorni sia dal Natale che dall’inizio del nuovo anno. Questi giorni sono stati fondamentali per poter comprendere più a fondo il vero senso del Natale – non a caso abbiamo cominciato il ritiro riflettendo sugli auguri scomodi di don Tonino Bello – e per poter, al termine di un anno e in vista del nuovo, ri-posare e ri-accordare le nostre vite per poi ri-partire più carichi e fiduciosi sulle strade che il Signore ci chiama a percorrere.

Il ritiro è stato ricco di tanti momenti diversi, tutti molto intensi e vissuti da parte di ciascuno tanto con attenzione e profondità quanto con gioia, aumentata ancor di più dallo stare insieme con il Signore e dalla comunione che si è creata nel gruppo nonostante la varietà di età e di provenienza.

La mattinata del primo giorno si è suddivisa in due parti principali: una breve presentazione, accompagnata anche da un po’ di animazione, che ci ha permesso di conoscerci e di iniziare ad entrare in relazione tra noi, seguita dalla catechesi tenuta da Padre Francesco Cordeschi (Padre Passionista responsabile della Tendopoli di San Gabriele e dei gruppi legati a tale esperienza), che invece ci ha fatto entrare nel vivo del ritiro. Oltre che sugli auguri scomodi di don Tonino Bello, abbiamo riflettuto sui seguenti versi del Salmo 36: “Il Signore fa sicuri i passi dell’uomo e segue con amore il suo cammino. Se cade non rimane a terra, perché il Signore lo tiene per mano”, soffermandoci su ognuno in modo particolare per estrapolare tutti i contenuti più importanti e utili a fornirci indicazioni per il nostro cammino. Il pomeriggio dello stesso giorno ci ha visti impegnati nei lavori di gruppo. Il compito di ogni gruppo è stato condividere le personali risposte ad alcune domande su quanto affrontato in mattinata e sintetizzare il tutto in una piccola scenetta da riportare in seguito a tutti gli altri. La giornata è proseguita con la preghiera, momento fondamentale e più importante di ogni altro perché ci ha dato modo di stare a tu per tu con il Signore, incontrandolo anche nei Sacramenti. Questo momento è iniziato con la preghiera comunitaria per poi lasciare spazio alla preghiera personale in adorazione e alla possibilità, per chi lo desiderasse, di ricevere il Sacramento del Perdono per culminare infine nella Santa Messa. La simbologia che ci ha accompagnato in tutti i tempi di preghiera è stata una croce posta ai piedi del Bambinello nel Presepe e con sopra una Bibbia e del pane per ricordarci che Dio, incarnatosi e venuto sulla Terra per mezzo del Figlio Gesù e abbracciando la Croce per amore fino a donare la Sua vita, è presente in mezzo a noi nella Parola e nel Pane Eucaristico. Tutt’intorno alla croce, inoltre, abbiamo posto dei lumini accesi che abbiamo ricevuto dai sacerdoti al termine della Confessione e tanti fogli colorati con preghiere e pensieri personali che ciascuno di noi ha scritto e affidato al Signore. A conclusione del nostro primo giorno di ritiro abbiamo vissuto un bellissimo momento di fraternità con una divertente tombolata e tanti altri giochi.

Per quanto riguarda il secondo giorno, subito dopo la sveglia e la colazione, la giornata è iniziata con la preghiera delle lodi. Il resto della mattinata è stata dedicata alla condivisione dei lavori di gruppo, con la rappresentazione delle scenette realizzate il giorno precedente, e ad una sintesi finale che ha portato all’individuare un comune obiettivo da raggiungere e i mezzi necessari per perseguirlo. Poco prima di salutarci, nel primo pomeriggio, abbiamo avuto ancora un’altra occasione di fraternità,questa volta ammirando le meraviglie della natura con una rigenerante passeggiata nel bosco. Il ritiro si è concluso con la visita da parte dell’Arcivescovo di Potenza Mons. Salvatore Ligorio, che ringraziamo per averci fatto dono della sua presenza, e con la Santa Messa da lui presieduta e concelebrata da don Carmine Lamonea, che ha vissuto insieme a noi tutto il ritiro.

Il mandato e il sandalo in cartoncino che ci sono stati consegnati proprio dall’Arcivescovo al termine di questa straordinaria e ricchissima esperienza sono per noi il simbolo del cammino che ancora ci aspetta e ci ricordano di essere chiamati a concretizzare quanto ricevuto in questi giorni, cioè di dover essere pronti a partire senza indugio sulle strade della Verità e dell’Amore, sicuri che il Signore cammina con noi e veglia su ogni nostro passo.

INCORONATA

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